
LA 2ª EDIZIONE DI: NEL CUORE DELL’UMBRIA ( da prima e dopo Roma)
Pagine 145 formato cm 15X21 Foto in biancoe nero.
A cura di Porzi Editoriali.
A distanza di anni dalla 1ª, ho deciso di scrivere la 2ª edizione di “Nel cuore dell’UMBRIA – da prima a dopo Roma -” per vari motivi: il relativo buon giudizio dato alla 1ª edizione (completamente auto-prodotta), la maggior conoscenza del territorio (dopo tutto gli anni non passano solo per invecchiare) la disponibilità di strumenti come il GPS e Google Earth (all’epoca del 1º lavoro a me non disponibili).
I monti di “casa” sono sempre sottovalutati e i monti dell’Appennino Umbro-Marchigiano sono sottovalutatissimi: non ci si arrampica che raramente, neve frequente ma soggetta alle alterazioni dovute ai capricci dei venti…
Eppure esso costituisce un continuo di zone integre, non segnate dalla tecnologia, dal cemento.
Purtroppo questa integrità rischia di scomparire.
Se nella 1a edizione scrivevo a proposito dei Piani di Colfiorito: “Questa porzione di territorio regionale per certi aspetti unico è interessata da molteplici progetti di strade di grande comunicazione (varianti della SS77 Val di Chienti, erede della via Plestina) che se non saggiamente eseguiti rischiano di cancellare definitivamente importanti emergenze storico-ambientali. Forse è per questo che nell’aprile 2001 è stato presentato il 100° progetto di variante della SS77 Val di Chienti e che tuttora se ne discuta?”, ora tali progetti sono realizzati e la variante della SS77 Val di Chienti ha prodotto modifiche a un territorio prima immutato per 2000 anni circa. Modifiche marginali, che riguardano i monti a Sud-Est dei piani, ma che possono costituire un precedente.
Nel frattempo ho “scoperto”, facendo delle ricerche sulla antica via della Spina, le montagna di Sellano, di Trevi e di Campello, ancora integre dalle tracce invasive della cementificazione ma soggette ad un intenso spopolamento proprio di quelle genti che le hanno plasmate nei secoli .
C’è da aggiungere poi il problema della gestione delle cosiddette aree protette: l’Umbria ha dei parchi regionali e condivide assieme alla regione Marche la gestione del parco nazionale dei monti Sibillini.
I parchi regionali della regione Umbria furono istituiti con una apposita legge regionale nel 1995.
Anni dopo, nel 2008, La regione dell’Umbria decise di affidare la gestione dei parchi non più ad appositi Enti Autonomi, ma a alle comunità Montane entro i cui confini ricadevano le aree protette regionali.
Gli Enti per la gestione dei Parchi regionali Umbri da Enti autonomi divennero Enti dipendenti delle Comunità Montane. Ma è del dicembre 2010 la decisione della regione dell’Umbria di abolire entro 2 anni le comunità montane e di trasferire organici e competenze ai singoli comuni.
Essendo solo il parco regionale di Colfiorito ricadente nei confini di un unico comune (quello di Foligno) ed essendo le altre aree protette -a questo punto non so più se è il caso di chiamarle ancora parchi- (Lago Trasimeno, Monte Cucco, Fiume Nera, Fiume Tevere, Monte Subasio, Monte Peglia e Selva di Meana) comprese nei confini di più comuni, chi sarà il responsabile della loro gestione? Questa domanda l’ho posta alle autorità competenti e dalle loro risposte ho potuto capito che: “un nuovo soggetto (S.p.A., cooperative, altre forme aziendali?) assorbirà i dipendenti delle Comunità Montane. I comuni richiederanno e cofinanzieranno interventi (rimboschimenti, strade, ecc… ) al nuovo soggetto. La direzione delle aree protette resterà alla Regione che, sostanzialmente, la farà gestire dal consorzio di aziende e associazioni detto SUN (Sistema Umbria Natura)”. Come funzionerà a livello operativo non lo so dire e forse non lo sa dire ancora nessuno…visto che le varie comunità montane sono ancora operative non essendo ancor ultimato l’esame dl bilancio con le varie entrate e uscite.
Nella guida che vi propongo sono descritti itinerari che attraversando zone libere dalla
cementificazione permettono di collegare tra loro evidenze archeologiche ma non solo, come
caratteristici paesi che in origine erano castelli medioevali o addirittura, come il caso di
Collecroce di Nocera Umbra, insediamenti umbri preromani, cosa del resto indicata nel
sottotitolo (da prima a dopo Roma)
Ecco questa scritto vuole essere una testimonianza di queste zone e una voce in loro difesa.
Allegato al volume si trova un foglio in formato A4 dove sono indicate le variazioni all’itinrario
numero 12 dopo la realizzazione del nuovo tracciato della S.S.77
La maggior parte dei luogi descritti ha la posizione riportata in coordinate chilometriche con la
proiezione Universale trasfersale di Mercatore (UTM) LE coordinate geografiche sono riferite
all’elissoide internazionale con orientamento medio ( ED 1950)
La quota è riferita in metri sul livello del mare.
Longitudine di Roma (Monte Mario) da Greenwich 12°27’10”,93 quadrettatura chilometrica UTM
Designazione di zona 33Tidentificazione del quadrato di 100chilometri di lato:UH
Approssimazione = metri 10
Alcune località( specie i centri abitati) hanno anche il rilevamento effettuato tramite Google
Heart .Formato delle coordinate Latitudine /Longitudine (Gradi° Minuti primi ‘ Minuti secondi ”) La
quota (q.) rispetto al livello del mare è in metri.
Aldo Tosi.
Post Scritum
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